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Il Capodanno cinese | Tradizioni dal mondo

Le nostre festività natalizie sono da poco terminate, ma è in arrivo dal mondo una ricorrenza che, soprattutto vista la presenza nel nostro Paese di numerose comunità cinesi, inizia ad avere un certo risalto. Caratterizzato dai colori e dalla spettacolarità di questa cultura, il Capodanno cinese, chiamato anche Festa di Primavera o capodanno lunare, è la festa tradizionale più importante dell'anno in Cina ed è paragonabile alle festività natalizie dei paesi occidentali. Le famiglie si riuniscono per il tradizionale "cenone", fanno offerte per le divinità e per gli antenati, si prega Buddha e si pulisce la casa dallo sporco dell'anno passato per fare posto alla felicità e alla buona sorte che ci si aspetta dal nuovo anno.

Il Capodanno cinese non ha una data fissa, ma cade ogni anno il primo giorno del calendario lunare cinese, in un giorno però sempre compreso tra il 21 gennaio e il 20 febbraio; quest'anno, dedicato al Topo, il capodanno cadrà sabato 25 gennaio per un periodo di festività di 16 giorni, dalla vigilia di Capodanno fino alla coinvolgente e scenografica Festa delle lanterne.

Il colore del Capodanno cinese è il rosso; case, strade, palazzi di "addobbano" di questo colore considerato simbolo di buon auspicio. Questa ricorrenza diventa un momento di riunione e aggregazione per le famiglie, soprattutto in occasione del cenone di Capodanno chiamato anche "cena di ritrovo" perchè rappresenta il pasto più importante dell'anno caratterizzato da pietanze "fortunate" come il pesce e i ravioli. Come per il nosatro Capodanno le luci o lo scoppiettare dei fuochi d'artificio sono una tradizione immancabile così come le numerose attività e manifestazioni folkloristiche che animano città e villaggi.

Per ricordare anche noi questa festa di luci e colori, abbiamo voluto realizzare una edizione speciale del nostro Assortimento Delizie in latta, augurandoci che sia di buon auspicio per l'anno appena iniziato.

 

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Il nostro ricordo dell'allunaggio | Profumo di bombe fritte e brioches

Com'è misteriosa la nostra mente, i ricordi si ancorano a profumi, sapori, sensazioni; non solo un'immagine, una sequenza di fotogrammi, ma molto di più affinchè quell'istante resti nella memoria.

E come spesso accade a chi fa della propria passione un lavoro, la maggior parte degli eventi si associa per noi ad un odore, ad una lavorazione... Quel 20 luglio 1969 sembra rivivere oggi, una serata come tante nel laboratorio, affaccendati a preparare i dolci per il mattino successivo. Bomboloni fritti, ecco l'odore che sentiamo ancora, a 50 anni di distanza, il sobbollire dell'olio, il profumo intenso ed invitante, l'aria pervasa già dall'aroma del buongiorno.

E intanto, nella calma apparente di quella serata estiva, l'occhio sempre attento sul televisore acceso, l'orecchio teso ad ascoltare... alle 22.17 (ora italiana) di quel 20 luglio, la Missione Apollo 11 raggiungeva il satellite della Terra, il comandante Neil Amnstrong, insieme al pilota del Modulo Lunare Buzz Aldrin, poggiarono per primi il piede sulla Luna alle 04.56 (ora italiana).

Una lunga notte fatta di incredulità, stupore, meraviglia per un evento quasi fantascientifico, tutto nella normalità di una nottata in laboratorio tra l'odore di bombe fritte e brioches.

 

 

 

Basta un poco di zucchero... | Orientarsi tra zuccheri e dolcificanti

Quel dolcino a fine pasto, quella piccola voglia dolce la sera davanti la tv, quella coccola zuccherina che, appagando i sensi, spesso addolcisce la vita... Sì, perchè la vita è fatta anche di eccezioni, di strappi alla regola, di innocenti peccati di gola. 

Eppure, assieme alla farina 00 con cui condivide il colore bianco, lo zucchero sembra essere un altro punto critico dell'alimentazione, la causa dell'insorgenza di numerose patologie in maniera più o meno diretta. 

Lo zucchero è un elemento dannoso per l'organismo?

La tendenza oggi è quella di provare ad eliminarlo, sostituirlo con alternative all'apparenza più salutistiche, meno caloriche, con un indice glicemico più basso. Ad eccezione di reali problematiche di salute, quanto è giustificato tutto questo allarmismo? Probabilmente, come per molti altri alimenti sotto accusa, la risposta è principalmente nelle dosi ingerite.

Ecco allora che proliferano sugli scaffali prodotti in cui il senza zucchero è il claim principale, l'attrattiva all'acquisto; ma se la sostituzione dello zucchero (saccarosio) in alcuni prodotti è facilmente attuabile (ad esempio nelle bevande), per altri, come ad esempio i biscotti, esso è un ingrediente fondamentale per la riuscita dell'impasto.
Lo zucchero in questo caso ha infatti, non solo funzione dolcificante, ma strutturale, dà quindi sostegno, riduce la formazione del glutine rendendo l'impasto meno legato e quindi più friabile.

Le sostanze chimicamente più simili al saccarosio, e quindi più adatte a sostituirlo in prodotti da forno come i biscotti, sono ad esempio il maltitolo, il sorbitolo e lo xilitolo che però, hanno come controindicazione l'effetto lassativo se consumati in quantità eccessive.

Le alternative allo zucchero

In generale le alternative naturali allo zucchero sono diverse, ma in più casi ancora non si è certi dell'assenza di controndicazioni al loro consumo. Ne riportiamo di seguito alcune, probabilmente anche le più reperibili in commercio.

Zucchero di canna – Tanto si è parlato del confronto tra zucchero bianco e zucchero grezzo di canna, confronto dal quale la composizione dei due risulta più o meno identica. La percentuale di fibre contenuta infatti nello zucchero di canna è infatti “irrilevante” e quasi del tutto simile al suo parente bianco. La situazione è leggermente diversa per quello integrale che ne mantiene sicuramente di più, ma le dosi in cui viene consumato non sono tali da giustificarne la scelta in sostituzione di quello bianco, a meno che non si faccia riferimento alla sua aromaticità che certamente conferisce delle note particolari ai prodotti, così come lo zucchero di canna grezzo. Contenendo comunque entrambi più fruttosio, sono sicuramente più igroscopici e tendono a mantenere l'umidità dell'impasto, la scelta quindi deve basarsi anche su questo parametro.

Miele – Oltre agli zuccheri che lo compongono (glucosio e fruttosio soprattutto), contiene numerosi enzimi, vitamine e oligominerali. Ha sicuramente un potere dolcificante maggiore, quindi può essere usato in minor quantità rispetto allo zucchero a differenza del quale però, pur contenendo meno calorie, ha un peso specifico superiore; simile invece è l'indice glicemico. Anche il miele, per il suo maggior contenuto in fruttosio, aiuta a trattenere l'umidità nei dolci; non è quindi indicato per tutte le preparazioni.

Sciroppo d'agave – Si ricava soprattutto dall'Agave blu, la stessa pianta utilizzata in Messico per la produzione della Tequila. Lo sciroppo si estrae dalla spremitura del cuore della pianta e viene poi scaldato per ottenere il prodotto finale che sarà ricco in fruttosio (dal 70% al 90%), probabilmente lo zucchero naturale che ne contiene il maggior quantitativo. Se non troppo raffinato, è ricco di minerali e ha un potere dolcificante superiore al saccarosio (75 g di sciroppo d'agave dolcificano come 100 g di zucchero bianco)

Sciroppo d'acero – Molto diffuso soprattutto in Canada, si ricava dalla linfa dell'acero nero e dell'acero da zucchero, linfa che viene estratta tra marzo e aprile e che viene poi fatta bollire per ottenere il prodotto finale. Il costo elevato di questo prodotto è dato dal quantitativo di linfa che occorre per produrre 1 kg di prodotto (15 – 30 litri). Ricco in vitamine ed oligoelementi, lo sciroppo d'acero viene utilizzato anche come vero e proprio integratore, non solo per le sue qualità energizzanti, ma anche per il suo potere depurativo. Contiene comunque un elevato quantitativo di fruttosio e va quindi sempre consumato in dosi controllate.

Stevia – La Stevia rebaudiana è una piccola pianta erbaceo-arbustiva, originaria delle montagne tra Paraguay e Brasile nota per il suo elevatissimo potere dolcificante a calorie zero (superiore fino a 400 volte lo zucchero se parliamo delle foglie essiccate e ridotte in polvere). Nonostante i dubbi sollevati circa la presunta cancerogenicità di un suo componente, lo steviolo, poi smentita,  numerose comunque le sue proprietà, sempre naturalmente assunta in dosi ridotte: non ha calorie, non altera il livello di zuccheri nel sangue, non causa carie e placca dentale, non contiene ingredienti artificiali.

La giusta quantità di zucchero non fa male

Per noi, come in tutte le cose, dal cibo alla vita, salvo naturalmente casi di patologie e particolari problematiche, la virtù sta nel mezzo, nella moderazione... Poco ma buono, qualche biscotto al mattino, o un dolce una tantum sono dei piccoli peccati che possiamo e, probabilmente, dobbiamo concederci, basta ricordarsi di non eccedere e di non fare dell'eccezione la regola, di preferire sempre prodotti con ingredienti di qualità e, soprattutto, di associare ad un'alimentazione controllata, uno stile di vita sano.

 

laRepubblica Sapori | I dolci di Di Ciaccio, tra le prelibatezze lungo la Via Appia

Un percorso enogastronomico lungo il cammino della Via Appia, questo racconta la giornalista Sonia Ricci su laRepubblica Sapori, tra panorami industriali che nascondono scorci poetici e naturali come il Giardino di Ninfa e piccoli borghi. Sermoneta con il suo castello, Norma, Bassiano, l'elegante Abbazia di Fossanova fino a raggiungere il mare attraversando il Parco del Circeo. E soprattutto, tra storia e natura, si scoprono tanti tesori del gusto, dai vini al prosciutto, dalla salsiccia alle olive, dalla tiella di polpo gaetana ai nostri dolci... Inizia il tuo piccolo tour e scopri di più!

 

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Grani e cereali antichi | Il sapore del grano nei nostri dolci vegani

 

Si definiscono grani antichi tutte le varietà che venivano coltivate prima che si iniziassero a selezionare i grani per fini industriali, approssimativamente a partire dagli anni Cinquanta del Novecento. Infatti le varietà oggi più diffuse sono tutte nate negli ultimi decenni per rispondere alle esigenze dell'industria alimentare che ha bisogno di farine performanti, con elevato contenuto di glutine, che possano essere lavorate velocemente e ad alte temperature per accorciare i processi produttivi. Dagli anni ’50-‘60, è cambiata anche la morfologia della pianta: da piante a fusto molto alto a piante con fusto più basso con ridotto rischio di “allettamento” (coricamento) e aumentata resa produttiva per ettaro.

Il sapore del grano, quello vero, quello selezionato dalla natura, quello ricco di nutrienti. Il grano “faticoso”, con una resa inferiore in termini di quantità, ma impareggiabile dal punto di vista sensoriale e nutrizionale. Questa è la nostra scelta di utilizzo di grani antichi, specifici per zona, area di produzione, caratteristiche ambientali; non un grano qualunque, ma un grano antico con il proprio nome e le proprie peculiarità.

Più ricchi in fibre, minerali e sostanze nutritive, la riscoperta dei grani antichi non è però, solo una questione salutista, è un modo per riappropriarsi dei sapori, dei profumi e di quelle sfumature di gusto che il troppo “raffinato” ha rubato ai nostri sensi. Dopo un'attenta selezione, abbiamo scelto questi grani antichi, ciascuno con le proprie caratteristiche e peculiarità, e abbiamo voluto rendere ciascuno protagonista. E quale migliore abbinamento se non con la frutta per esaltare i loro sapori e profumi intensi? Nasce così la nostra linea Grani Antichi per riconquistare ciò che i nostri sensi hanno perso in termini di specificità e per appagarli con un consumo consapevole. Una linea vegana, senza burro, senza uova, con olio di girasole alto oleico.

 

 

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